FOMEKANEWS 25/08/06 CL2180ITA

CITTÀ DEL VATICANO:CARDINALE ANGELINI, "PER L'AFRICA SERVE UNA POLITICA CHE PENSI AL DOMANI, NON SOLO All'OGGI"

"Cinquant'anni vissuti instancabilmente dentro la pastorale sanitaria. In Italia e nel mondo, per promuovere il cammino della sanità e dell'annuncio del Vangelo della sofferenza. Ovunque: nei Paesi poveri come nei regimi dittatoriali. Quando nel 1956 Pio XII lo nomina vescovo, monsignor Fiorenzo Angelini è già delegato per gli ospedali della diocesi di Roma" ricorda l'intervista di Luca Liverani recentemente pubblicata dal quotidiano Avvenire. "Giovanni XXIII lo nomina assistente ecclesiastico dei Medici cattolici. Giovanni Paolo II lo mette alla guida del neonato Pontificio consiglio della pastorale per gli operatori sanitari. Sono gli anni delle conferenze mediche internazionali in Vaticano, del primo censimento delle istituzioni sanitarie cattoliche nel mondo, della Giornata mondiale del malato, della Pontificia accademia per la vita. Nel 1991 la creazione a cardinale. E oggi monsignor Fiorenzo Angelini non accenna minimamente ad abbandonare la sua missione, visto il suo interessamento per l'ospedale dell'Università cattolica del Graben, nella Repubblica democratica del Congo. Domani festeggia il 50° della sua ordinazione episcopale. Tra quattro giorni, il 1° agosto, il suo 90° compleanno.
La sua è una vita spesa totalmente nella pastorale sanitaria. Cosa è cambiato dagli inizi?
Tutto nell'organizzazione della sanità, nulla - se non in una maggiore profondità - nell'importanza ecumenica della sofferenza umana. Glielo assicuro io che sono stato un mese nell'Urss di Breznev, girando in lungo e in largo con indosso la mia tonaca. A Cuba da Fidel Castro ho ottenuto il ritorno delle suore negli ospedali. Nella Cina comunista, duemila chilometri nell'interno del Paese, ho portato nei congressi le parole del Papa. E sono stato sempre rispettato. Non perché io sia bravo, ma perché parlavo della sofferenza umana. Le cattedrali più universali non sono le nostre chiese, né i templi protestanti, nemmeno le sinagoghe o le moschee. Sono gli ospedali, dove va tutta l'umanità, indipendentemente dal ceto, dalla razza, dalla religione. La pastorale sanitaria è nata quando Gesù Cristo andava predicando, guarendo e - lui che poteva - resuscitando i morti. La sofferenza può elevare l'uomo. Ce lo ha mostrato Cristo sulla croce.
In Congo, l'Università Cattolica del Graben non ha chiuso i battenti nemmeno durante la guerra civile, lei stesso consegnò nel '98 le prime lauree. L'Africa resta una priorità per la Chiesa?
In Africa ho visitato un ospedale pediatrico dei Fatebenefratelli che non sfigurerebbe minimamente a Parigi o a New York. Marcello Candia ha creato ospedali a Makané dopo avere venduto le sue industrie. Un uomo di fede come Albert Schweitzer, protestante, ha creato a Lambarené un ospedale che nel Gabon è ancora un modello. È solo qualche esempio.
Ma c'è speranza per l'Africa?
Mentre noi parliamo, in Africa e nel mondo ci sono 30 guerre. E nessuno se ne scandalizza. Ma chi è che produce quelle armi? Il mondo deve persuadersi che la morte dell'altro non allunga la mia vita, ma avvicina la mia fine. Parliamo ancora di Terzo Mondo ma il mondo è solo uno. Cosa succederebbe se, per assurdo, l'Africa intera si ribellasse a questo stato di cose? Serve una politica che pensi al domani, non solo all'oggi" conclude l'articolo di Liverani pubblicato da Avvenire.

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